Nuove linee guida per il Lazio circa il sistema di allertamento per il rischio meteo, idrogeologico ed idraulico

Con la Deliberazione 26 novembre 2019, n. 865 – Aggiornamento delle Direttive riguardanti “il Sistema di Allertamento per il rischio meteo, idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”; modifiche alla DGR n. 272 del 15 giugno 2012 – sono stati apportati significativi cambiamenti riguardanti l’allerta per il rischio meteo, idrogeologico ed idraulico della Regione Lazio. I principali cambiamenti riguardano nuovi livelli di criticità e sistemi di allerta, nello specifico per le sezioni fluviali più significative; la previsione di un sistema di calcolo delle soglie pluviometriche che consente di ricavare una valutazione del rischio idrogeologico per ciascuna delle aree idrogeologiche omogenee e, infine, sono state stabilite le funzioni del presidio territoriale ovvero quando e dove attivarlo, che tipo di attività dovrà svolgere e chi sono i soggetti responsabili dell’organizzazione e funzionamento dello stesso.

Di seguito, il testo normativo integrale:

http://www.regione.lazio.it/binary/rl_protezione_civile/tbl_contenuti/PRC_CENTRO_FUNZIONALE_REGIONALE_DGR_865_2019.pdf

Comune di Crognaleto

Consegna dell’analisi C.L.E. (Condizione Limite per l’Emergenza)

Per l’analisi della C.L.E. sono stati effettuati più sopralluoghi sul territorio comunale ed è stata compilata un’apposita modulistica predisposta dalla Commissione Tecnica per gli studi di MS, istituita dall’OPCM 3907/2010 (art. 5 commi 7 e 8), ed emanata con apposito decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile. Nel dettaglio, l’analisi prevede la compilazione di 5 schede:

ES Edificio Strategico;

AE Area di Emergenza;

AC Infrastruttura Accessibilità/Connessione;

AS Aggregato strutturale;

US Unità Strutturale.

In particolare l’analisi ha comportato:

a) l’individuazione degli edifici e delle aree che garantiscono le funzioni strategiche per l’emergenza;

b) l’individuazione delle infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale, degli edifici e delle aree di cui al punto a) e gli eventuali elementi critici;

c)l’individuazione degli aggregati strutturali e delle singole unità strutturali che possono interferire con le infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale.