Sopralluoghi presso il Comune di San Piero Patti

Ieri il nostro Direttore Tecnico Ing. Antonio Piero Munafò si è recato presso il Comune siciliano di San Piero Patti per iniziare le attività preliminari alla redazione del PEC. Nell’ ambito della riunione tecnica, svoltasi presso il Municipio alla presenza degli Amministratori Comunali, è stata realizzata la mappatura del territorio con relativa identificazione degli edifici rilevanti e strategici e delle criticità esistenti. E’ stata infine avviata l’attività di reperimento dati presso tutti gli uffici competenti.

Dopo le pianificazioni siciliane per i Comuni di Agira, Centuripe e Vallelunga Pratameno, Di.Val. si prepara alla redazione ex novo del PEC per il Comune di San Piero Patti.

Piani di Emergenza comunali e di Protezione Civile: valutazioni sulla possibile individuazione di Soft Target dall’analisi di documenti istituzionali pubblici

La normativa in materia di Piani di Emergenza Comunali e di Protezione Civile è estremamente diversificata da Regione a Regione, sia relativamente ai contenuti specifici che compongono il PEC sia alle modalità di diffusione delle informazioni in materia di prevenzione e gestione delle emergenze.

Allo stato attuale non esistono specifiche indicazioni di sorta sui dati o sulle informazioni da divulgare sotto il profilo del loro potenziale utilizzo per obiettivi diversi dalla Safety.

Pertanto nel presente articolo si vuole analizzare nel dettaglio la normativa di alcune Regioni italiane che impone ai Comuni la pubblicazione integrale dei PEC e dei loro contenuti (dal documento complessivo, compresi gli allegati, alle carte tecniche) nella home page del sito istituzionale del comune, vincolando l’erogazione di contributi in materia di Protezione Civile alla pubblicazione dei medesimi.

In questo modo alcuni Comuni si trovano nella scomoda posizione di dovere condividere informazioni in chiaro che, a vario titolo, potrebbero essere ottenute e utilizzate da chiunque.

Ci si prefigge, quindi, di comprendere se la mancata classificazione delle informazioni inserite nei PEC da rendere pubbliche, possa essere un punto di partenza per chi voglia individuare e connotare dei Soft Target.

Un “soft target” è “una persona, una cosa o un sito/luogo che è relativamente poco protetto o vulnerabile a fronte di un attacco militare o terroristico. Rientrano nella categoria di soft target, ad esempio, tutti quei luoghi in cui si radunano persone o gruppi in gran numero, quali musei, teatri, cinema, monumenti, impianti sportivi, centri commerciali stazioni, aeroporti, ma anche bar, ristoranti, scuole, alberghi e Associazioni Culturali.

Sapere infatti quanti allievi siano presenti in una scuola, quanti degenti in una casa di cura o in un ospedale, è solo il primo dato di una situazione che può diventare via via più dettagliato se si accludono notizie sulla localizzazione della zona di sosta delle persone, delle caserme VV.FF. delle più importanti via d’accesso, della fragilità nello stesso ambiente (ad esempio zone industriali a rischio) e, soprattutto dei protocolli adottati in caso di emergenza.

Un individuo o un gruppo di persone aventi modeste capacità organizzative e discreta creatività, essendo a conoscenza delle nozioni suddette, può eseguire azioni che, soprattutto inizialmente, possono essere interpretate in modo errato dai “First responder” come un caso “safety” con tutte le conseguenze del caso e sull’interessamento della parte security preposta a contenere l’ordine pubblico. Il verificarsi “doloso” di un pericolo presente nel PEC (ad esempio crollo di un ponte o l’incedio di un bosco) può far le veci, inoltre, da azione distrattiva a togliere la vigilanza da mire sempre civili, di significato simbolico, (luoghi di culto per esempio) con notevole numero di ostaggi potenziali (scuole) che possono essere ancora meno tutelati del solito.

La definizione e l’elencazione in un documento, facilmente consultabile come il PEC, della capienza delle aree d’attesa e la loro collocazione rispetto ad altri target rendono poi estremamente vulnerabili tutti coloro che, in osservanza delle procedure, evacuano uno o più stabili di una determinata zona e raggiungono l’area di raccolta.

Questa enorme numero di informazioni pubblicate risponde a due distinti processi:

  • la necessità di coinvolgere la popolazione nell’innalzamento della resilienza territoriale (messa a dura prova dal cambiamento climatico e dal degrado dell’ambiente) ed informarla sulle minacce presenti nel territorio e delle azioni mitigatrici e preventive da intraprendere;
  • la ricerca della massima trasparenza amministrativa che ha ispirato la legislazione in materia di accesso agli atti, pubblicità degli atti e accesso civico generalizzato (legge 241 del 1990, legge 190 del 2012, dlgs n. 33 del 2013, legge 124 del 2015).

E’ dunque evidente la necessità di porre in essere un diverso approccio in materia di condivisione dei dati laddove si parla di Safety o Protezione Civile in genere.

Difatti – seppur la norma risponda all’importante obbligo di trasparenza amministrativa – bisognerebbe comunque evitare l’esposizione dei cittadini a rischi ulteriori come quelli sopra descritti.

In conclusione, si auspica un intervento teso a modificare tale criticità e, soprattutto, a rendere i PEC strumenti di pianificazione meno “vulnerabili”.

Sopralluoghi presso i Comuni di Villalba e Santa Caterina Villarmosa

Ieri il nostro Direttore Tecnico Ing. Antonio Piero Munafò si è recato presso i Comuni siciliani di Villalba e Santa Caterina Villarmosa per iniziare le attività preliminari alla redazione dei PEC. Nell’ ambito della riunione tecnica, svoltasi alla presenza degli Amministratori Comunali, è stata realizzata la mappatura del territorio con relativa identificazione degli edifici rilevanti e strategici e delle criticità esistenti. E’ stata infine avviata l’attività di reperimento dati presso tutti gli uffici competenti.

Dopo le pianificazioni siciliane per i Comuni di Agira, Centuripe e Vallelunga Pratameno, Di.Val. si prepara alla redazione ex novo dei PEC per i Comuni di Villalba, Santa Caterina Villarmosa e San Piero Patti e all’aggiornamento per Vallelunga Pratameno.

Nuove indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto

La Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 Febbraio 2017 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.128 del 5 Giugno 2017 ha introdotto le nuove indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile sul rischio maremoto.

Tali indicazioni hanno come scopo principale quello di fornire istruzioni alle diverse strutture operative del servizio nazionale di protezione civile da attuare nel caso della diramazione di un’allerta maremoto che sia seguita o meno da un evento reale.

La Regione Lazio ha dato importante rilevanza alla norma al punto da richiedere l’immediato aggiornamento del Piano comunale di Protezione Civile a tutti i Comuni costieri. Il PEC dovrà dunque essere aggiornato sulla base dei criteri dettati dalla Direttiva 128/2017 e dall’art. 18 del D. Lgs. 2 Gennaio 2018 n. 1 “Codice di protezione civile”.

Con grande soddisfazione, si comunica che Di.Val. negli ultimi mesi ha avuto il piacere di aggiornare i PEC di Pomezia e Formia sulla base della normativa sopra descritta.

Piano di Protezione Civile del Comune di Palestrina

In questi giorni stiamo ultimando il Piano di Protezione Civile del Comune di Palestrina. Il documento è stato integrato con le nuove procedure operative per l’alimentazione infantile in emergenza, per il coordinatore dedicato ai minori e per il gruppo AINE.

Tali novità sono state introdotte ex Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n.795 dell’11/12/2018 contenente le “Indicazioni operative dedicate alla protezione dei minori nella pianificazione di emergenza comunale – Integrazione alle linee guida regionali di cui alla Dgr Lazio n. 363/2014 e n. 415/2015”.

Sono stati nominati i nuovi referenti di funzione ed è stata localizzata una nuova sede del COC. Infine, abbiamo individuato in cartografia nuove aree dedicate ai minori e ai moduli scolastici provvisori.

Piano di emergenza comunale di Cave

Abbiamo inviato il Piano di emergenza del Comune di Cave.

In questi giorni i nostri tecnici Roberto Valmarin, Giorgia Palmieri e Antonio Piero Munafò hanno ultimato la cartografia e revisionato tutto il materiale. Attendiamo l’ultima revisione da parte dell’Ente per procedere con la consegna ufficiale.

Carta di inquadramento territoriale del Comune di Cave

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